Mongolia: L’Impero delle Steppe
Durata
12 giorni - 10 notti.
Periodo consigliato
Luglio, Agosto.
Località
Bajanzag, Bayangobi, Complesso di Ongi, Dune di Khongor, Kharkhorin, Tsagaan Suvarga, Ulan Bator, Valle dello Yol.
Trattamento
Pensione completa.
Partenza
Milano e Roma.
Programma di viaggio
Una terra di orizzonti infiniti, in cui la natura domina incontrastata e il tempo segue ritmi antichi. Un viaggio che consente di immergersi tra steppe, deserti e montagne selvagge, seguendo le tracce di un popolo nomade profondamente legato alla terra. Qui la storia del grande Impero Mongolo convive con tradizioni millenarie, spiritualità buddhista e uno stile di vita essenziale. Dalle ger ai monasteri nascosti, dalle dune del Gobi ai pascoli, la Mongolia offre un’esperienza intensa, capace di affascinare a ogni passo. È un viaggio che trascende l’esplorazione geografica per diventare un incontro con un mondo remoto, in grado di lasciare un segno indelebile.
dal 31 luglio all’11 agosto 2026
12 giorni – 10 notti in Mongolia + 1 notte in volo
gruppo da 8 a 12 persone con accompagnatore dall’Italia
LUOGHI DA SCOPRIRE
Ulan Bator
Cuore pulsante della Mongolia, una capitale dinamica dove tradizione e modernità
convivono in un affascinante contrasto. Tra monasteri buddhisti, musei storici e palazzi di
epoca sovietica, la città racconta la storia di un Paese in rapida trasformazione. Accanto ai
grattacieli e ai vivaci caffè, resistono ancora le tipiche ger e le antiche pratiche spirituali.
Punto di partenza ideale per esplorare il Paese, Ulan Bator offre uno sguardo variegato
sull’identità mongola.
Bayangobi
Una regione affascinante ai margini del deserto del Gobi, dove ambienti naturali diversi
convivono in armonia. In questo territorio dune sabbiose, colline rocciose e vaste praterie
si alternano creando un paesaggio dai tanti volti. Area abitata da cammelli della Battriana
Una terra di orizzonti infiniti, in cui la natura domina incontrastata e il tempo segue ritmi
antichi. Un viaggio che consente di immergersi tra steppe, deserti e montagne selvagge,
seguendo le tracce di un popolo nomade profondamente legato alla terra. Qui la storia
del grande Impero Mongolo convive con tradizioni millenarie, spiritualità buddhista e
uno stile di vita essenziale. Dalle ger ai monasteri nascosti, dalle dune del Gobi ai pascoli,
la Mongolia offre un’esperienza intensa, capace di affascinare a ogni passo. È un viaggio
che trascende l’esplorazione geografica per diventare un incontro con un mondo remoto,
in grado di lasciare un segno indelebile.
programma di viaggio
e da famiglie nomadi, Bayangobi offre uno spaccato sulla vita tradizionale, tra ambienti
selvaggi e antichi ritmi legati alla pastorizia. Un luogo dove scoprire il volto più genuino e
accessibile del deserto mongolo.
Bajanzag
Conosciuto anche come Flaming Cliffs, Bajanzag è uno dei siti naturali più famosi del
deserto del Gobi. Celebre per le sue scogliere dalle intense tonalità rosse e arancioni, è
anche un importante centro paleontologico, luogo in cui furono scoperte le prime uova di
dinosauro fossilizzate. Tra formazioni rocciose scolpite dal tempo e rare foreste di saxaul,
Bajanzag regala un paesaggio suggestivo che raggiunge il suo massimo splendore al
tramonto, quando le pareti rocciose sembrano incendiarsi di luce.
Dune di Khongor
Una distesa sabbiosa che si estende per oltre 180 chilometri, con creste dorate che
raggiungono altezze straordinarie. Il movimento del vento tra i granelli genera un suono
profondo, caratteristica che è valsa loro il soprannome di “dune cantanti”. Ai piedi delle
dune, piccole oasi verdi alimentate da sorgenti sotterranee ospitano accampamenti
nomadi e cammelli della Battriana. Raggiungerne la cima apre la vista a panorami cangianti
a seconda del momento della giornata.
Tsagaan Suvarga
Un’imponente scarpata rocciosa che emerge improvvisamente dalla steppa, rivelando
pareti verticali alte decine di metri, scolpite da milioni di anni di erosione. Le sue
caratteristiche stratificazioni multicolori — che spaziano dal bianco al crema, dal rosso
all’ocra — testimoniano un passato geologico remoto, quando l’intera area era sommersa
dal mare. Il ritiro delle acque ha lasciato affiorare sedimenti ricchi di minerali dalle forme
e dai colori sorprendenti, creando una gigantesca scultura naturale.
GIORNO 1 ITALIA > PARTENZA
Partenza dall’Italia con volo con scalo per Ulan Bator. Pernottamento a bordo.
GIORNO 2 ULAN BATOR
(pranzo e cena)
Arrivo di buon mattino a Ulan Bator, capitale in costante evoluzione, dove l’eredità del passato
nomade si intreccia con le dinamiche della contemporaneità. La città si rivela come un
affascinante mosaico: avveniristici edifici in vetro e acciaio si affiancano a severe architetture
di epoca sovietica, mentre nelle aree periferiche sopravvivono le tradizionali ger, le tende
circolari che rappresentano il cuore dell’identità mongola. Passeggiando per sue le strade,
si viene colpiti da una vivace varietà umana e culturale: donne avvolte in abiti tradizionali
dai colori intensi, giovani monaci che si dirigono con passo discreto verso i monasteri
buddhisti, famiglie e uomini d’affari che incarnano il volto moderno del Paese. La giornata è
dedicata alla scoperta dei luoghi più emblematici della città. La visita al National Museum è
un’immersione completa nella storia e nelle tradizioni della Mongolia: reperti archeologici,
costumi tradizionali, strumenti della vita quotidiana e manufatti artistici, raccontano secoli di
civiltà nomade, dalle origini fino all’epoca contemporanea. Imperdibile la tappa alla Piazza
Sukhbaatar, cuore simbolico e politico di Ulan Bator, dominata dagli edifici istituzionali e
intitolata all’eroe della rivoluzione che guidò il Paese verso l’indipendenza, luogo di ritrovo
e palcoscenico della vita cittadina. Sistemazione in albergo.
GIORNO 3 ULAN BATOR > BAYANGOBI
(pensione completa)
Al risveglio, partenza in direzione di Bayangobi, la regione più settentrionale del deserto
del Gobi, dove ambienti molto diversi convivono in perfetto equilibrio. Man mano che ci
si allontana dalle aree urbane, la natura si esprime in tutta la sua varietà: morbide dune
di sabbia si alternano a colline rocciose scolpite dal vento, steppe erbose e vaste praterie
che mutano colore con il passare delle ore e delle stagioni.
La regione è abitata da famiglie nomadi che mantengono uno stile di vita ancestrale,
vivendo nelle ger e dedicandosi all’allevamento di cavalli, cammelli, yak e capre. La
loro esistenza è scandita dai ritmi della natura e dagli spostamenti stagionali alla ricerca
di pascoli, in pieno rispetto dell’ambiente circostante. Nonostante le condizioni di vita
siano essenziali, l’ospitalità è sincera e spontanea, espressione di una cultura basata sulla
condivisione e sul legame con le tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Durante la giornata avremo l’occasione di fare visita a una di queste famiglie, un momento
per entrare in contatto diretto con usanze, gesti quotidiani e racconti di un popolo che ha
fatto della natura la propria casa e della semplicità una ricchezza. Sistemazione in campo
di ger con bagno privato.
GIORNO 4 BAYANGOBI > KHARKHORIN
(pensione completa)
Meta odierna sarà Kharkhorin, luogo cardine della storia mongola e simbolo dell’antico
splendore imperiale. Questo sito, immerso nella vasta valle dell’Orkhon, è legato alle
origini e all’ascesa della Paese. Qui sorgeva infatti Karakorum, la leggendaria capitale del
Grande Impero Mongolo, centro politico, commerciale e culturale di un dominio che, nel
XIII secolo, si estendeva dall’Europa orientale fino all’Asia orientale, collegando mondi
e civiltà lontani tra loro. Crocevia di mercanti, ambasciatori e viaggiatori, Karakorum ne
rappresentava il cuore pulsante. Sebbene la capitale venne trasferita a Pechino nel XIV
secolo per volere di Khubilai Khaan, l’area di Kharkhorin ha conservato nei secoli un’aura
solenne e carica di memoria. Qui visiteremo il Monastero di Erdene Zuu, antico e imponente
complesso buddista. Fondato nel 1586 da Avtai Sain Khaan, discendente diretto di Gengis
Khaan, il monastero sorge proprio sulle rovine dell’antica Karakorum, riutilizzando parte
delle pietre dell’antica capitale. Il complesso è circondato da una suggestiva cinta muraria
ornata da 108 stupa, numero sacro nel buddismo che simboleggia la completezza
spirituale e il percorso verso l’illuminazione. All’interno delle mura si trovano templi
riccamente decorati, statue sacre, affreschi e testimonianze di una tradizione religiosa
toccata da periodi di grande splendore, ma anche di dura repressione. Sistemazione in
campo di ger con bagno privato.
GIORNO 5 KHARKHORIN > COMPLESSO DI ONGI
(pensione completa)
Si prosegue verso sud, entrando gradualmente in un ambiente sempre più arido e remoto,
dove i colori della steppa lasciano spazio alle tonalità ocra e sabbiose del semideserto.
Il tragitto attraversa vasti spazi punteggiati da colline brulle e pianure. L’ampiezza degli
orizzonti accompagna il viaggio fino a raggiungere il Complesso di Ongi, un tempo tra i
più importanti centri religiosi del buddhismo mongolo. Esso comprendeva in origine due
grandi monasteri principali, Barlim Khiid e Khutagt Khiid, fondati nel 1660, affiancati da
numerosi templi minori ed edifici religiosi. Vi erano inoltre alloggi per i monaci, scuole
filosofiche dedicate allo studio dei testi sacri, spazi cerimoniali e aree di meditazione,
distribuiti lungo le rive del fiume Ongi. Questo corso d’acqua, raro e prezioso nel contesto
desertico circostante, ha reso possibile per secoli la vita monastica, sostenendo non solo la
comunità religiosa ma anche le attività quotidiane e agricole necessarie alla sopravvivenza.
Durante le purghe staliniane, negli anni Trenta del Novecento, il complesso fu quasi
completamente distrutto: templi rasi al suolo, monaci perseguitati e un patrimonio
cancellato in pochi anni. Per decenni Ongi rimase in stato di abbandono ma, con la
fine del regime socialista e il ritorno alla libertà religiosa, è iniziato un lungo e paziente
programma di recupero.
Alcuni templi sono stati restaurati o ricostruiti, e una piccola comunità monastica è tornata
a vivere e pregare in questo luogo sacro, rendendo il complesso un simbolo della rinascita
del buddhismo in Mongolia. Oggi, le antiche rovine e le nuove strutture convivono
armoniosamente, offrendo al visitatore un racconto di resilienza e continuità culturale.
Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
GIORNO 6 COMPLESSO DI ONGI > BAJANZAG
(pensione completa)
La giornata si apre da uno dei siti più celebri del deserto del Gobi: Bajanzag, noto anche
come Flaming Cliffs. Un luogo che colpisce per le sue formazioni rocciose, modellate
dall’erosione e caratterizzate da intense tonalità di rosso, arancione e ocra. Le scogliere
risalgono a un periodo compreso tra i 60 e i 70 milioni di anni fa, quando quest’area
era popolata da dinosauri e attraversata da antichi corsi d’acqua, e rappresentano oggi
uno dei siti paleontologici tra i più affascinanti. È proprio qui che, negli anni Venti del
Novecento, furono rinvenute le prime uova di dinosauro fossilizzate, un evento epocale
che rivoluzionò la comprensione della riproduzione dei dinosauri e aprì una nuova era
negli studi sulla preistoria. Camminando tra le pareti rocciose scolpite dal vento e dal
tempo, tra canyon, pinnacoli e le rare foreste di saxaul, piante fondamentali per l’equilibrio
dell’ecosistema desertico, si ha la sensazione di attraversare un paesaggio primordiale.
Ogni passo restituisce la percezione profonda del tempo geologico e della forza degli
elementi naturali. Al tramonto, Bajanzag rivela il suo volto più suggestivo: la luce calda
del sole calante accende le scogliere di colori infuocati, trasformando il paesaggio in una
tavolozza di sfumature ardenti. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
GIORNO 7 BAJANZAG > DUNE DI KHONGOR
(pensione completa)
Il viaggio prosegue verso un altro splendido scenario, quello offerto dalle dune di Khongor.
Questa maestosa distesa sabbiosa si estende per oltre 180 chilometri, con creste che
possono superare i 300 metri. Le dune si innalzano come onde gigantesche, modellate
incessantemente dal vento, creando un paesaggio sempre mutevole. Il vento che scivola
tra i granelli di sabbia genera un suono profondo e vibrante, quasi un mormorio o un
canto grave, da cui deriva il suggestivo soprannome di “dune cantanti”. Questo fenomeno
naturale, udibile soprattutto nelle giornate ventose o durante la discesa lungo i pendii
sabbiosi, contribuisce a rendere l’esperienza ancora più suggestiva. Camminare tra
queste forme sinuose, salire lentamente verso le creste e osservare l’infinita distesa dorata
che si perde all’orizzonte regala una sensazione di totale immersione nella natura, in un
ambiente primordiale. Ai piedi delle dune, dove l’acqua sotterranea affiora dando vita a
piccole aree verdi, si trovano accampamenti di famiglie nomadi.
Qui, un incontro con un allevatore locale offre l’opportunità di conoscere più da vicino i
cammelli della Battriana, animali robusti e affascinanti, riconoscibili per le due gobbe e
perfettamente adattati alle condizioni estreme del deserto. Resistenti alle forti escursioni
termiche e capaci di percorrere lunghe distanze, rappresentano da secoli una risorsa
fondamentale per la popolazione e sono divenuti il simbolo indiscusso di questa regione.
Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
GIORNO 8 DUNE DI KHONGOR > VALLE DELLO YOL
(pensione completa)
Il paesaggio muta ancora una volta, rivelando uno dei contrasti più inattesi dell’intero
viaggio nel deserto del Gobi. Si raggiunge la Valle dello Yol, conosciuta anche come
Yolyn Am, uno stretto canyon scavato nei monti Zuun Saikhan. Qui, in netta opposizione
con l’aridità circostante, un fiume ghiacciato scorre per gran parte dell’anno, rimanendo
spesso congelato persino nei mesi estivi. La valle, incassata tra alte pareti rocciose, è
infatti raramente esposta alla luce diretta del sole, dando origine a un microclima fresco e
umido, che permette la sopravvivenza di una flora e di una fauna insolite per un contesto
desertico.
Tra i prati e le zone ombreggiate si possono osservare piante rare, uccelli rapaci e, con
un po’ di fortuna, stambecchi e altre specie adattate a questo ambiente. Un trekking
all’interno della valle, ci farà immergere in uno scenario in cui la forza della natura si
manifesta attraverso il dialogo sorprendente tra gli elementi. Sistemazione in campo di
ger con bagno privato.
GIORNO 9 VALLE DELLO YOL > TSAGAAN SUVARGA
(pensione completa)
Si lascia il Gobi meridionale alla volta di Tsagaan Suvarga, un’imponente scarpata
rocciosa che si presenta come un vasto altopiano dalle pareti verticali, che emergono
improvvisamente dalla steppa circostante. Le pareti di Tsagaan Suvarga colpiscono per le
loro stratificazioni multicolori, modellate dall’azione incessante degli agenti atmosferici.
Un tempo, infatti, questa regione era sommersa da un antico mare: il progressivo ritiro
delle acque ha portato alla luce strati di sedimenti marini, ricchi di minerali, che oggi si
manifestano in un affascinante alternarsi di tonalità bianche, rosse, arancioni e ocra.
Le forme irregolari, simili a torri, canyon e bastioni naturali, conferiscono al paesaggio
un aspetto quasi surreale. Passeggiando ai piedi delle scogliere o lungo i bordi
dell’altopiano, si ha la sensazione di trovarsi davanti a una gigantesca opera d’arte
naturale, dove il tempo geologico è leggibile strato dopo strato. Sistemazione in campo
di ger con bagno privato.
GIORNO 10 TSAGAAN SUVARGA > BAGA GAZRIIN CHULUU
(pensione completa)
L’ultima giornata nel deserto del Gobi conduce a Baga Gazriin Chuluu, un massiccio granitico
che emerge dalla steppa, rompendo l’orizzonte. Rocce modellate in forme bizzarre, con grotte
e cavità naturali che si aprono tra i massi. Questo ambiente offre rifugio a diverse specie animali,
alcune delle quali in via di estinzione. Il trekking odierno permette di esplorarlo, attraversando
valloni rocciosi, passaggi stretti e punti panoramici che offrono ampie vedute sulla steppa.
Oltre al valore paesaggistico, il percorso riveste anche un grande interesse storico e culturale.
Tra le rocce, infatti, si celano autentiche testimonianze del passato: antiche incisioni rupestri e
iscrizioni perfettamente conservate che raccontano la presenza umana in queste terre fin dalla
preistoria. Tra queste spicca il celebre petroglifo a grandezza naturale di un cervo, simbolo del
legame profondo tra l’uomo e la natura nella cultura antica delle popolazioni nomadi. Questo
reperto, inciso nella roccia con sorprendente precisione, rende Baga Gazriin Chuluu anche un
vero e proprio museo a cielo aperto. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
GIORNO 11 BAGA GAZRIIN CHULUU > ULAN BATOR
(pensione completa)
Oggi ci attende il ritorno nella capitale, attraversando nuovamente gli ampi spazi della
steppa, per un ultimo sguardo al paesaggio, prima di ritrovare gradualmente il ritmo e
l’energia urbana di Ulan Bator. All’arrivo in città, le visite riprendono con il Zaisan Memorial,
monumento commemorativo, risalente al periodo socialista, che celebra l’amicizia tra
Mongolia e Unione Sovietica, ornato da grandi mosaici che raccontano momenti chiave
della storia mongola del XX secolo. Dalla sommità del memoriale si gode di una vista
panoramica sull’intera città, con i moderni quartieri che si estendono lungo la valle del
fiume Tuul e le montagne a fare da sfondo. Si prosegue con il Bogd Khan Winter Palace,
antica residenza invernale dell’ottavo Bogd Khan, ultima figura religiosa e politica della
Mongolia e protagonista del processo di indipendenza del Paese all’inizio del XX secolo.
Il complesso, sopravvissuto alle distruzioni del periodo socialista, è riccamente decorato
e composto da diversi templi, padiglioni e cortili. All’interno si possono ammirare arredi
originali, oggetti rituali, doni diplomatici e opere d’arte che raccontano la vita di corte. La
giornata si conclude con un concerto di musica folkloristica, un momento coinvolgente
che permette di entrare in contatto con l’anima più profonda della cultura mongola.
Canti tradizionali e strumenti tipici danno vita a un momento ideale per salutare il Paese
attraverso le sue tradizioni. Sistemazione in albergo.
GIORNO 12 ULAN BATOR > ITALIA
(colazione)
Di buon mattino trasferimento in aeroporto e partenza con volo con scalo per l’Italia.
NOTA IMPORTANTE
L’ordine delle visite potrebbe svolgersi differentemente rispetto a quanto pianificato da
programma in base ad eventuali variazioni degli orari di apertura dei luoghi d’interesse o
del meteo. Questo tour richiede spirito di avventura, considerate le lunghe percorrenze
previste in alcune giornate e i pernottamenti in campi di ger, confortevoli, ma semplici.
SISTEMAZIONI PREVISTE O SIMILARI
Ulan Bator: Best Western Premier Tuushin Hotel (5*)
Bayangobi: Hoyor Zagal Ger camp
Kharkhorin: Secret of the Silk Road Ger Camp
Monastero di Ongi: Secret of Ongi Ger Camp
Bajanzag: Gobi Oasis 2 Ger Camp
Khongor: Buren Ger Camp
Valle dello Yol: Gobi Naran Ger Camp
Tsagaan Suvarga: Tsagaan Suvarga Ger Camp
Baga Gazriin Chuluu: Erdene Ukhaa Ger Camp
QUOTE PER PERSONA
(GUIDA LOCALE IN INGLESE E ACCOMPAGNATORE DALL’ITALIA)
Gruppo di 11-12: € 4820 in doppia/€ 5470 in singola
Gruppo di 9-10: € 4910 in doppia/€ 5560 in singola
Gruppo di 8: € 4980 in doppia/€ 5630 in singola
Tasse biglietteria aerea: € 80
Quota gestione prenotazione: € 90
Assicurazione Viaggio MULTIRISCHI SUPERTOP: da € 185 a € 200 (a seconda della quota
viaggio)
Opzionale:
Supplemento volo da Milano: € 190
Blocca valuta: da quantificare
Cosa include la quota a persona?
Volo intercontinentale da/per o Roma (inclusa YQ/YR) in classe economica, trasferimenti
con minibus/bus sulla base del numero di partecipanti e veicoli 4×4, 2 pernottamenti
in hotel 5* e 8 pernottamenti in campi di ger con bagno privato, visite e ingressi come
da programma, pensione completa, guida locale in lingua inglese, accompagnatore
dall’Italia.
Cose esclude la quota a persona?
Tasse biglietteria aerea, quota gestione prenotazione, assicurazione di viaggio SUPERTOP,
supplementi opzionali, bevande, attività extra, spese personali, mance, eventuali tasse
locali in entrata/uscita dal Paese, tutto quanto non espressamente specificato.
OPERATIVO VOLI
DA ROMA
31 LUGLIO TK 1862 ROMA FIUMICINO – ISTANBUL 10:45/14:40
31 LUGLIO TK 236 ISTANBUL – ULAN BATOR 18:15/07:10
11 AGOSTO TK 237 ULAN BATOR – ISTANBUL 09:00/13:40
11 AGOSTO TK 1863 ISTANBUL – ROMA FIUMICINO 16:40/18:25
DA MILANO
31 LUGLIO TK 1874 MILANO MALPENSA – ISTANBUL 10:20/14:20
31 LUGLIO TK 236 ISTANBUL – ULAN BATOR 18:15/07:10
11 AGOSTO TK 237 ULAN BATOR – ISTANBUL 09:00/13:40
11 AGOSTO TK 1875 ISTANBUL – MILANO MALPENSA 16:25/18:20











